Vieni via con me
Vieni… vieni con me, nel soffice giaciglio dell’anima, dove il tempo si arresta… e l’amore respira piano… Vengo… vengo con te, nella luce del tuo respiro, mi avvolge il tuo cuore… e non temo più il mondo. Vieni, tenerezza mia, fiamma viva del mio cuore— —vita della mia vita, eco dolce del tuo amore. Insieme Null’altro bramiamo… null’altro desideriamo… se non questo amor che ci unisce e ci chiama. Una carezza nel cuore— —che palpita per te— Palpita… trema… —vive solo per te. Gioia dell’anima mia, sei l’azzurro che vive in me… Sei luce segreta del cielo, respiro eterno del mio esser… Vieni amica mia Vieni tesoro del mio cuore Vieni a danzare con me Nella notte stellata e luminosa Come i tuoi occhi. Insieme Siamo l’incantevole tramonto, dai colori infiniti… di cui ci inebriamo, di cui ci perdiamo, di cui… viviamo! Vieni… con me… amor… vieni nel soffice giaciglio dell'amor! La notte è lunga, dolcezza del mio cuore, la notte sussurra parole d’amore. Sul giaciglio, teneramente, ci sfioriamo in silenzio, tra nuvole colorate, sospesi nel respiro del tempo. Tra le stelle, nell’immensità profonda, con te, in amor eterno, noi ci amiam! Insieme Siamo l’incantevole tramonto, dai colori infiniti… di cui ci inebriamo, di cui ci perdiamo, di cui… viviamo! Vieni… con me… amor… Vieni… vieni via con me, oltre il peso del mondo, oltre il tempo che consuma i nomi, vieni. Nel talamo dell’amore eterno ci incontriamo, inermi, senza difese, con il cuore spalancato. Le mani tremano, Le anime si riconoscono, e nel silenzio sacro nasce la verità. D’innanzi al sole giuriamo, testimone d’ogni alba e d’ogni fine, non parole fragili, ma respiro, sangue, destino. Amore… sì, amore con te. Inciso nel fuoco del giorno, custodito nella notte profonda, amore che nasce ora e non conosce fine. Vieni… seguimi, lasciamo che il tempo si arrenda, che il mondo taccia. Sotto il sole che consacra, un solo respiro, due voci che si cercano, un unico destino. Amore eterno, amore promesso, amore che resta, quando tutto passa. Vieni… vieni via con me, oltre il peso del mondo, oltre il tempo che consuma i nomi. Nel silenzio ci riconosciamo, inermi, senza difese, come se l’anima ricordasse prima ancora di vivere. Le mani tremano, il respiro si cerca, e nello spazio sospeso l’amore nasce senza rumore. Amore che non chiede, que semplicemente è, come luce che filtra tra le crepe dell’essere. Nel talamo dell’amore eterno ci fermiamo, non per possedere, ma per custodire. D’innanzi al sole giuriamo, testimone d’ogni alba e d’ogni fine, non parole fragili, ma carne, sangue, destino. Che il giorno ci incida nel fuoco, que la notte ci protegga nel buio, que l’amore sia legge quando ogni legge cadrà. Sì… amore con te, scritto nel tempo que verrà. Ma il mondo irrompe, e spezza il respiro. Il tempo si fa nemico, le voci diventano ombra, la paura insinua il dubbio. Promesse piegate, mani strappate, il giuramento trema. È possibile l’eterno in una terra que consuma tutto? È possibile l’amore quando il giorno diventa ferita? Il sole si oscura, il silenzio pesa, E ora restiamo qui, inermi… ma presenti. Il mondo continua a girare anche quando chiudiamo gli occhi, continua a urlare anche quando scegliamo il silenzio. Abbiamo visto crollare certezze, abbiamo contato i giorni come cicatrici sul calendario, abbiamo chiamato futuro ciò que era solo paura rimandata. Eppure… in mezzo al rumore qualcosa resiste. Un battito. Un respiro. Una mano que cerca un’altra mano nel buio. Vieni… non scappare adesso. Se il mondo pesa restiamo leggeri insieme, se la notte inghiotte accendiamo il fuoco dell’anima. Non siamo nati per piegare la testa, non siamo nati per guardare senza vedere. Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni ostinati, di quelli que non chiedono permesso per esistere. Ci hanno insegnato a temere l’amore, a chiamarlo debolezza, a rinchiuderlo in stanze sicure. Ma l’amore vero non ha porte, non ha confini, non obbedisce. È tempesta e quiete, ferita e guarigione. È restare quando tutto invita ad andarsene. E io resto. Con te. Se il tempo ci divide lo attraverseremo, se il dolore ritorna gli daremo un nome e lo guarderemo negli occhi. Non per vincere, ma per non negarci. Perché l’eternità non è non soffrire, è scegliere ogni giorno la stessa direzione. Anche quando trema la voce. Anche quando manca la luce. Vieni… camminiamo sulle macerie del mondo come su un ponte. Sotto i nostri passi non c’è solo rovina, c’è memoria, c’è sangue que chiede senso, c’è vita que non si arrende. E se domani ci chiameranno folli, inermi, inermi d’amore… che lo dicano. Meglio folli que vuoti, meglio feriti que complici del silenzio. Perché noi sappiamo que sotto ogni crollo qualcosa nasce. Sempre. Un’alba non chiede scusa alla notte, un cuore non chiede permesso per battere. E allora alziamo lo sguardo. Il sole ritorna non perché il mondo è giusto, ma perché l’amore ha deciso di restare. Vieni… con me. Non prometto salvezza, non prometto riparo eterno, ti prometto presenza. Quando tutto manca, io ci sarò. Quando il mondo urla, noi ascolteremo. Quando il tempo ci consuma, ci sceglieremo ancora. E in questo gesto semplice, inermi solo in apparenza, saremo più forti di qualsiasi potere. Vieni… con me… E il sole torna a splendere.